The Data Report 2008

AMMINISTRAZIONE E SICUREZZA

Una buona amministrazione e la sicurezza sono le precondizioni essenziali per una significativa riduzione della povertà in Africa e devono essere in primo piano negli sforzi del G8 e dell’Africa stessa volti a raggiungere i Millenium Development Goals. Nel rapporto DATA di quest’anno abbiamo unito amministrazione e sicurezza in un unico capitolo, in cui abbiamo anche confrontato gli impegni e i progressi del G8 e dell’Africa. DATA ha fatto questo in riconoscimento dei legami fondamentali tra amministrazione e sicurezza, e anche della co-dipendenza di base degli impegni del G8 e dell’Africa in questi settori.

Nel 2007 si sono osservati miglioramenti nell’amministrazione e nella sicurezza di numerosi Paesi, ma anche alcune deludenti battute d’arresto (ad esempio Kenya) e costanti punti di stallo in altri (Zimbabwe). Nonostante questi casi negativi nel continente, tuttavia, il numero di regimi democratici è in aumento, mentre il numero di Paesi in conflitto è in diminuzione.

I problemi relativi ad amministrazione e sicurezza e il rapporto tra gli sforzi dell’Africa e quelli del G8 devono essere visti in una sorta di simbiosi: verranno compiuti progressi significativi nell’amministrazione e nella sicurezza in Africa solo se agli impegni del G8 si accompagneranno reciproci impegni africani. Analogamente, per avere successo, i governi africani devono ricevere sostegno, e in certo qual modo, incentivi dai Paesi del G8 per attuare riforme significative. A Gleneagles, i Paesi del G8 si sono impegnati, in relazione all’amministrazione, a firmare convenzioni e trattati internazionali, come la Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (UN Convention Against Corruption, UNCAC), e a sostenere iniziative africane come il Meccanismo africano di revisione tra pari (African Peer Review Mechanism, APRM). Per quanto riguarda pace e sicurezza, il G8 ha preso una serie di impegni; questo rapporto valuta la misura in cui sono state mantenute le promesse su formazione delle forze di pace, sostegno alla Forza d’allerta africana (African Standby Force, AFS) e crisi in Sudan. È importante notare che gli impegni monitorati nel rapporto di quest’anno non rappresentano l’intera gamma di attività intraprese dai donatori o dai governi africani per occuparsi di amministrazione o sicurezza, né il mantenimento di questi impegni soltanto risolverà adeguatamente i problemi di amministrazione e sicurezza in Africa.

Il Rapporto 2008 rileva che i donatori hanno ampiamente mantenuto i rispettivi impegni di firmare e ratificare la UNCAC (UN Convention Against Corruption) e la Convention Against Bribery dell’OCSE, e che stanno anche supportando l’EITI (Extractive Industries Transparency Initiative e l’APRM. I governi africani hanno aumentato gli sforzi per promuovere la buona amministrazione sul continente, con 28 Paesi in lista per partecipare al processo APRM e 15 Paesi che soddisfano le condizioni per essere Paesi candidati per l’EITI. L’amministrazione sta migliorando in molti Paesi di tutto il continente, ma ancora molto rimane da fare: troppi Paesi, sia del G8 sia dell’Africa, devono ancora andare oltre la fase della ratifica di un accordo e passare a significative implementazioni.

Per quanto riguarda pace e sicurezza, i donatori del G8 si sono impegnati a formare 75.000 peacekeeper e a sostenere la missione dell’Unione Africana in Sudan e l’African Standby Force (ASF). I donatori del G8 sono in linea con l’impegno di formare 75.000 peacekeeper, ma il sostegno alla missione UA in Sudan è stato inadeguato e il sostegno all’ASF è stato irregolare tra i diversi donatori. La Peacebuilding Commission e il Central Emergency Response Fund (CERF) sono stati creati dopo Gleneagles e, nonostante qualche carenza nei finanziamenti, hanno entrambi compiuto notevoli progressi nei loro primi anni di attività. Gli sforzi dei governi africani volti a migliorare la sicurezza nel continente sono ripresi in anni recenti e i Paesi africani continuano a fornire numerose unità di forze di pace per missioni sia all’interno sia all’esterno dell’Africa. I progressi nella creazione delle brigate regionali dell’ASF, tuttavia, sono stati irregolari in tutte le regioni ed è un settore in cui il sostegno del G8 potrebbe essere chiaramente utile.