L’Italia si è impegnata a raggiungere un rapporto APS (Aiuto Pubblico allo Sviluppo)/RNL (Reddito Nazionale Lordo) pari almeno allo 0,51% entro il 2010 e allo 0,7% entro il 2015. Questo impegno è stato preso nell’ambito dell’impegno comunitario del 2005 in merito agli aiuti allo sviluppo, che ha anche stabilito che il 50% degli aumenti sarebbe stato destinato all’Africa subsahariana.
'È ora di agire, di fare ciò che vogliamo fare: eliminare la fame dalla faccia della terra.'
PRÉSIDENT NICOLAS SARKOZY
PRESIDENTE SILVIO BERLUSCONI,
GIUGNO 2002, SUMMIT UE, BARCELLONA
L’impegno dell’Italia è estremamente ambizioso, pero’ il Paese non è altrettanto in linea rispetto alle promesse prese, in base alla traiettoria di DATA. Benché nel 2007 siano stati fatti dei passi avanti per reintegrare i precedenti tagli agli aiuti per l’Africa e le previsioni per il 2008 rivelino incrementi consistenti, l’Italia deve assicurare che si tratterà di aumenti regolari, non di pagamenti una tantum. Dal 2005, gran parte dell’APS dell’Italia è stato usato per ripagare i debiti nei confronti dei fondi multilaterali, ma al di là di questo, l’attività non è chiara a causa di relazioni sulle erogazioni poco dettagliate. Come altri membri dell’UE, l’Italia non ha implementato alcuna riforma pro-sviluppo del commercio.
DATA utilizza le proiezioni OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) dell’RNL per stimare il valore dello 0,51% dell’RNL nel 2010. Il target del 2010 viene calcolato aggiungendo metà dell’aumento globale all’APS totale per l’Africa subsahariana fornito nel 2004. Tali stime rivelano un target di APS dell’Italia a favore dell’Africa subsahariana di €3,858 miliardi ($4,793 miliardi) nel 2010.
Nonostante il budget 2007 mostri incrementi annuali che porterebbero al raggiungimento del target prefissato per il 2010, l’Italia non si è impegnata a stabilire target fissi annuali. Al posto di tali target, DATA rileva progressi a fronte di una traiettoria lineare proiettata tra l’anno più recente per il quale sono disponibili dati statistici e il target del 2010. Per valutare i progressi compiuti al fine di raggiungere l’impegno preso, il Rapporto DATA rileva l’APS per l’Africa subsahariana al netto dell’alleviamento del debito bilaterale.2 L’alleviamento del debito è estremamente importante per lo sviluppo, ma l’alleviamento del debito bilaterale come indicato dal DAC (Development Assistance Committee, Comitato di aiuto allo sviluppo dell’OCSE) falsa il valore reale per il destinatario e il costo reale per il donatore. Benché i donatori non abbiano esplicitamente preso impegni in termini reali, i dati in questo rapporto sono registrati in prezzi del 2004 per garantire che l’intero valore dell’impegno preso nel 2005 venga rispettato.
L’APS totale dell’Italia per l’Africa subsahariana, al netto dell’alleviamento del debito bilaterale, è aumentato di €335 milioni ($417 milioni) tra il 2006 e il 2007, per arrivare a un totale di €883 milioni ($1,097 miliardi), che rappresenta un aumento del 61% in un anno. Tuttavia, questo aumento non compensa appieno le performance precedenti.
Per essere in linea con il target 2010, l’Italia avrebbe dovuto aumentare il suo APS per la regione di €973 milioni ($1,207 miliardi) nel 2007. Tuttavia, questo aumento non compensa completamente per le prestazioni passate. Nonostante il grande risultato raggiunto nel 2007, l’Italia ha in effetti tagliato gli aiuti allo sviluppo di €34 milioni ($43 milioni) tra il 2004 e il 2007.
il 2004 e il 2007. Il Rapporto DATA si concentra principalmente sul monitoraggio degli impegni presi nei confronti dell’Africa subsahariana, ma questi impegni si inseriscono nel contesto delle fluttuazioni dei livelli di APS globale. L’APS globale dell’Italia è aumentato nel 2007, ma non quanto l’APS per l’Africa subsahariana. L’APS globale è aumentato di €733 milioni ($910 milioni) tra il 2006 e il 2007: un aumento del 47%, al netto dell’alleviamento del debito bilaterale.